venerdì 10 gennaio 2014

DONNE CHE CORRONO COI LUPI di Clarissa Pinkola Estés “Il mito della Donna Selvaggia”

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 “Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l’ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dentro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l’ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.”



Questa la prefazione di un saggio importante, sia per argomentazioni che per volume. Più di 500 pagine e più di vent’anni di lavoro per veder nascere questo capolavoro creato per le donne, ma che anche gli uomini troveranno stimolante.
“Documento sia psicologico che spirituale, varie biblioteche hanno collocato - Donne che corrono coi lupi - in diverse sezioni contemporanee: psicologia, poesia, studi femminili, studi religiosi. Alcuni hanno detto che sfida qualsiasi classificazione o ne ha inaugurata una nuova e particolare…”
Laureata in psicologia etno-clinica, analista junghiana, cantadora, poeta e artista, aiuta le donne a ritornare alla loro natura selvaggia e per la guarigione usa l’ingrediente più semplice e accessibile: le storie.
Ogni frase è una poesia, ogni racconto curerà quella parte di anima che proprio in quel momento necessita di attenzione, o di essere scossa. Dopo una succosa e invitante introduzione, il testo si divide in vari capitoli, ognuno dei quali è una “storia”, una fiaba se preferite, tramandata da generazioni, alcune note, altre mai udite, introdotte brevemente e poi, dopo la narrazione cruda, l’autrice offre più interpretazioni della vicenda, in cui chiunque troverà rispecchiata la propria situazione attuale. Un libro magico, che vi consiglio di consultare così a salto, aprendo a caso, certe che proprio lì troverete la risposta.
Questo libro va tenuto sul comodino, pronto, comodo per ogni volta che ci capiterà di sentire la necessità. Quando vorremmo una spinta ad andare avanti, quando qualcosa da chiarire in noi verrà allo scoperto. Non è da leggere tutto d’un fiato. Si deve leggere poco per volta.
Prendiamo una delle storie proposte: La piccola Fiammiferaia di C. Andersen.
Questa fiaba che tutti conoscono, questa povera bambina senza nutrimento, fuoco e mezzi per sostentarsi, vende i suoi fiammiferi per cercare di sopravvivere, per le strade di un paese. Ma un brutto inverno, nessuno compra i suoi fiammiferi, i suoi vestiti sono ormai stracci consunti che non la riparano dal freddo. La sua situazione è disperata. A nessuno interessa lei e quello che lei vende. Accende i suoi fiammiferi per scaldarsi un po’, ma in breve li consuma tutti e anche lei finisce per spegnersi, nel gelo mortale.
Chiave di questo racconto, sono i piccoli fuochi (i fiammiferi) della fanciulla, fuochi creativi che a nessuno interessano. Si trova in un ambiente dove nessuno si cura di lei e lei si è rassegnata a questo ruolo. I suoi istinti selvaggi sono addormentati. La Donna Selvaggia si difenderebbe, lotterebbe, cambierebbe ambiente, ma la piccola fiammiferaia non conosce più il suo lato selvaggio, in lei si congela. Dobbiamo stare in un ambiente che nutra noi stesse e la nostra creatività. Come ribaltare la situazione e riavere stima di sé? Dobbiamo muoverci, non restare sedute. O ci troveremo in strada a vendere fiammiferi.
“Svegliati! Alzati! Cerca il caldo a tutti i costi!”
Le piccole luci dei fiammiferi, che la fanciulla cerca di rivendere a poco prezzo, le danno l’illusione di visioni fantastiche. Sono sogni di cose bellissime ma irreali, la fantasia prende il posto della realtà, dove è più facile rifugiarsi. Ogni fantasia si estingue in breve lasciando la piccola di nuovo al gelo. Per ultima vede la sua cara nonna, in spirito, che trascina con sé la bimba nel sonno della morte.
“Il sonno della fantasia malevola in cui crediamo ogni paura svanirà”.
“Andate e lasciate che le storie, ovvero la vita, vi accadano e lavorate queste storie della vostra vita – la vostra, non quella di qualcun altro – riversateci sopra il vostro sangue e le vostre lacrime e il vostro riso finché non fioriranno, finché non fiorirete. Questo io spero, Questa è l’opera. La sola opera.”

Crystal Rain, autrice di “Figlie della Terra”

e-mail: saracrystalrain@gmail.com

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