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Ligeia...


Appena fuori dal piccolo paese, dove il bosco riprendeva possesso del suo spazio, una stretta stradina di ghiaia si allungava tortuosa tra la vegetazione selvatica, in modo da non mostrarne la fine.
Nessun cartello indicava la direzione o la proprietà e curiosamente, nessun passante guardava due volte per indagare su quella zona.
Ma un giorno cupo, con il cielo gonfio di pioggia, vide per la prima volta un segno di vita.
Un'auto bianca con la scritta gialla “Taxi” arrivò piano sulla strada principale e dopo una breve sosta, svoltò nella stradina misteriosa.

Questa si snodava tra la fitta vegetazione, così compatta da non permettere all'occhio umano di scorgere alcunché nelle sue profondità. Un verde intenso e rigoglioso, frutto delle frequenti piogge e dell'incuria del proprietario del luogo.
Perchè vi era un proprietario di quei boschi.
E oltre ai boschi, vi era anche la sua dimora.
Il taxi proseguì lentamente a causa del cattivo stato della strada, ma dopo pochi minuti di viaggio in quel che sembrava il nulla, inaspettatamente dopo l'ultima curva, la vegetazione si apriva in un'ampia radura. Alla fine della stessa, una enorme e grigia casa, sembrava attendere una scintilla di vita che mai aveva posseduto.
Un triste laghetto ne rispecchiava l'immagine duplicando così l'inquietudine che la grande dimora suscitava.
Alcuni ricurvi salici bagnavano i loro piedi nelle immobili acque e acquistavano anch'essi un colore grigio indefinibile.
Forse la giornata di pioggia contribuiva alla spiacevole sensazione, ma sembrava che quel luogo non avesse mai visto un raggio di sole o giorni più lieti.
La grande dimora grigia, con le finestre simili a ciechi occhi bui, attendeva un ospite speciale, una persona che apparteneva alla casa e ancora non lo sapeva.


Continua...



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