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Black - Ligeia

Nero, nero, come una divisa, gli abiti neri. “Peccato, non ho fatto in tempo a dipingere le unghie, nere ovviamente.” Pensava lei, in un attimo di vanità. Il total black le apparteneva. E non solo per rispetto del lutto, anzi, per lei il nero era magia, protezione, scudo rispetto alle altrui energie. Forse non era giusto allontanare tutto e tutti, ma troppo dolore ne derivava, prima o poi.  Ti deludono, ti lasciano. Ti apri, ti esponi. Il cuore , il tuo centro più vivo e vulnerabile, sensibile alle ferite. Pensieri cupi ma fuggevoli, fortunatamente. O forse no?

Ligeia...

  Appena fuori dal piccolo paese, dove il bosco riprendeva possesso del suo spazio, una stretta stradina di ghiaia si allungava tortuosa tra la vegetazione selvatica, in modo da non mostrarne la fine. Nessun cartello indicava la direzione o la proprietà e curiosamente, nessun passante guardava due volte per indagare su quella zona. Ma un giorno cupo, con il cielo gonfio di pioggia, vide per la prima volta un segno di vita. Un'auto bianca con la scritta gialla “Taxi” arrivò piano sulla strada principale e dopo una breve sosta, svoltò nella stradina misteriosa. Questa si snodava tra la fitta vegetazione, così compatta da non permettere all'occhio umano di scorgere alcunché nelle sue profondità. Un verde intenso e rigoglioso, frutto delle frequenti piogge e dell'incuria del proprietario del luogo. Perchè vi era un proprietario di quei boschi. E oltre ai boschi, vi era anche la sua dimora. Il taxi proseguì lentamente a causa del cattivo ...