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Le linee, le ombre, i colori cupi che mi piacciono.
Un mondo rovescio in una pozzanghera, un volto nascosto, il verde esplosivo.


 
 

 

La nostalgia che mi dà il biancospino in fiore, ricordi di un fuoco in un cerchio di donne che ci starebbe lì poco lontano dal noce.
Struggimenti persistenti.
 
Dal web.

"Nella mitologia romana, il biancospino è la pianta consacrata alla dea Flora (la dea della primavera) e alla dea Maia (la dea del mese di maggio), secondo la leggenda si narra che la dea Maia imponeva la castità e, quindi, durante il suo mese non si potevano celebrare matrimoni. In casi veramente eccezionali quando celebrare il matrimonio era necessario, per placare le eventuali ire di Maia, si dovevano accendere in suo onore cinque torce fatte di legno di biancospino.

In epoca medioevale durante il mese di maggio era usanza popolare mettere un albero di biancospino nella piazza del paese, questo veniva poi riccamente decorato e qualche giorno dopo si celebrava una festa nel corso della quale si eseguivano danze propiziatore, proprio intorno all’albero di biancospino. "

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